二天一流は、日々鍛錬の流派である

Quest’oggi condividiamo con voi una traduzione di un testo recentemente scritto dal soke Kajiya, riguardo l’introduzione del Gorin no Sho (Libro dei Cinque Anelli), e della relazione tra la Niten Ichi Ryu e la spiritualità più legata alle religioni.

(L’articolo originale si trova a questo link)

Salve, sono Kajiya.
Oggi vorrei spiegare i paragrafi iniziali del “Gorin no Sho”.
Quando Musashi sensei sentì avvicinare la sua morte, decise di iniziare a mettere per iscritto per la prima volta la sua via di Hyoho, cui ha dato il nome di Niten Ichi Ryu.
Nei primi giorni di Ottobre del 1643 (anno 20 dell’era Kan-ei) salì sul Monte Iwato, che si trova ad Higo (il vecchio nome di Kumamoto), nel Kyushu, per adorare “Ten”, “Kannon” e si è posto innanzi al Buddha (“Butsuzen”).
Fece questo con la speranza di riuscire a scrivere tutto quanto. Ciò non ha a che fare con le arti marziali. Proprio come le persone ordinarie come noi, ha solamente pregato affinché le cose andassero bene.
Quando viene tradotto dal giapponese all’inglese, Ten (天) viene spesso reso come “Dei” o “cielo” ma il nostro Ten (天) non sono gli Dei o il cielo. Noi giapponesi non abbiamo Dei equivalenti a quelli occidentali. “Ten” è anche diverso dai Kami.
Ten (天) in questo caso significa “Otentousama”. In altre parole è “il sole”. “Otentousama” è qualcosa come la coscienza degli esseri umani. Nella mia infanzia, quando provavo a fare qualcosa di sbagliato, i miei genitori mi dicevano “Otentousama (il sole) ti sta guardando”. Questo continua a ricordarmi che qualcosa come una grande presenza o la mia coscienza mi guarda in ogni momento anche se non c’è nessuno intorno a me.
Musashi sensei ha detto che non ha mai perso una volta nei più di 60 suoi combattimenti. Guardandosi indietro, dopo aver passato i trent’anni, disse umilmente di aver vinto i combattimenti non perchè i suoi metodi di Hyoho fosse perfetti. Da allora praticò duramente ogni giorno e notte per raggiungere una comprensione più profonda della via di Hyoho. Si ritiene che sia intorno ai 50 anni di età quando, infine, Musashi sensei sentì che tutti i suoi metodi di combattimento rientravano nella via di Hyoho.
Da ciò risulta chiaro che anche un genio come Musashi sensei ha umilmente detto di essersi addestrato molto duramente giorno e notte per più di 20 anni ed infine ha padroneggiato la via di Hyoho. E’ strettamente diverso da affermazioni quali avere pregato gli dei per 100 giorni ed aver ricevuto i segreti in sogno. Lui li ha acquisiti puramente attraverso il duro allenamento. Poiché noi praticanti di koryu non combattiamo mai all’ultimo sangue nei tempi moderni, al contrario dell’epoca di Musashi, cosa potremmo acquisire allenandoci un paio di volte a settimana?
Non preghiamo gli dei per i segreti del combattimento. Dobbiamo solo allenarci ogni giorno con umiltà.
Ora, lasciate che parli di Kannon. E’ diversa dal Buddha nel Buddhismo. Kannon è più semplice e ha un’esistenza molto compassionevole e vicina a noi e alla nostra vita quotidiana. Ci aiuta nella via come fa il Buddha ma è più familiare e radicata nella vita delle persone del passato.
Continuando con quanto scritto da Musashi sensei, egli dice che non usa insegnamenti Buddhisti, sagge parole di Confucio o buoni vecchi documenti militari di strategia. Penso che la parte in cui Musashi sensei menziona nei suoi scritti “esprimere chiaramente l’autenticità e il vero cuore della Niten Ichi Ryu, riflettendo Tendou (Ten, 天) e Kanzeon (“Kannon”) in noi stessi come uno specchio” implichi che ha provato a scrivere il libro affinché le persone comuni lo comprendessero facilmente con la loro coscienza e compassione come Otentousama e Kannon e non dicendo le cose come il Buddha o Confucio che si collocano più in alto delle persone ordinarie.
E poi, Musashi sensei scelse la notte del 10 di ottobre (22 di novembre nel calendario solare), “Torano koku”, subito prima delle 4 di mattina per iniziare a scrivere. Anche questo gesto è come quello di persone normali che sperano nella buona sorte.
Prima è stato menzionato che Musashi sensei è salito sul Monte Iwato nei primi giorni di ottobre e qui dice chiaramente di avere iniziato a scrivere il 10 di ottobre. Perciò, le date in cui ha pregato e del primo giorno di scrittura sono da considerarsi diverse. Inoltre si ritiene che sia una leggenda quella che scrisse il libro in Reigando (non ha mai fatto cenno di averlo fatto nei suoi scritti).

(traduzione in italiano di Alessio Repetto)

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