REPORT OF THE EUROPEAN GASSHUKU 2018

This year the Hyoho Niten Ichi Ryu European seminar (HNIR Gasshuku) was held for the first time in Italy, in Foligno from 8th to 12th August.  It was organized by Inyokai Dojo under the direction of the Italian head of the HNIR, the undersigned Lorenzo Ricci.

The seminar was conducted by Takanori Kajiya, 12th soke of this prestigious kenjutsu martial art (japanese sword art). 40 learner from 14 european countries participated in the seminar: Italy, Croatia, United Kingdom, Germany, Czech Republic, France, Slovenia, Slovakia, Finland, Netherlands, Greece, Malta, Belgium and Switzerland.  Three were the new countries that joined the practice of HNIR: Switzerland, Greece and Malta, reflecting how the school is spreading in Europe.

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Operation started on August 7th when the soke arrived in Rome and I and my father, Ricci Gino, went to pick him up to take him to Foligno: the afternoon was spent with a tourist visit to the historic center of the town and the abbey of Sassovivo.

The seminar’s official opening was on August 8th at 9.00 am with the speech of the sport’s alderman of Foligno town to welcome all of us and from here on there were five days of intense technical work. As usual, the morning lessons started with Kiri Otoshi and Sassen exercises after which the technical program, under the soke’s direction, covered the first two sword series of the school: Itto and Kodachi seiho.

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In order to make new students aware of the spirit that should animate the school, the sword technics often have been run changing partner so that even beginners could practice with the most advanced, with the intention that by the end of the seminar everyone was able to practice with all the others.

Senza-titolo-5During the afternoons the program included “free keiko” or a training program freely decided by each student and always supervised by the soke: in this way we could also review the third set of kata with the two swords, Nito seiho and part of Bo seiho.

Ample time was given to technical questions to which soke always answered in an exhaustive way thanks to the interpreter’s help, Sakura Ono, who translated the soke’s teaching from Japanese to English and viceversa on the questions addressed to him.

The seminar was held indoors within the Foligno sports hall, with wide space for practice but not without a hot climate­­ that pushed many of us to enjoy a little cool in the swimming pool during the lunch break.

 

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On the first seminar’s evening all the participants were invited to my house to enjoy the Welcome Party: the weather forecasts predicted thunderstorms but in the end everything went well, with the party that took place in the garden. It was an opportunity to present each national group to others and the evening ended with questions and answers between soke and students of which a special interview will be published separately.

During the second evening took place the national representatives’ meeting and Saturday 11th the Sayonara Party was held in a typical winery of the area in the middle of vines and olive trees. it was an opportunity to have a last night together tasting some good wine.

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On the last seminar’s day there was an embu during which each participant was able to demonstrate the work done during the gasshuku followed by the traditional photo group. In the end the soke handed the participation‘s certificates.

The next day was the opportunity for soke to visit the Umbrian sites near Foligno: Bevagna, a small medieval town, and Assisi, the birthplace of San Francesco, rich in history, churches and hermitages. The day before soke left for Japan we visited Rome, the Colosseum, the Vatican City with the wonderful ”pietà di Michelangelo” and we walked for miles along the streets of the city.

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To finish I’d like to thank my whole family for the support before and during the whole gasshuku and without which it would not have been possible to organize the seminar in this way.

Thanks also to the Italian group and in particular to Alessio Repetto, the north-west Italy group leader, for the precious help in organizing the seminar and to the interpreter Sakura Ono, for the hard work of translation, sometimes protracted until late at night.

Lastly a heartfelt gratitude to Takanori Kajiya soke for his patience and wonderful teaching as usual and to all the participants who helped to strengthen the bonds in our HNIR family and to make this first italian seminar memorable.

Lorenzo Ricci

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Seminario Europeo 2018

In modo ufficiale comunichiamo che sarà l’Italia ad ospitare il prossimo seminario europeo di Hyoho Niten Ichi Ryu diretto dal soke Takanori Kajiya. Il seminario si svolgerà a Foligno dal 8 al 12 Agosto 2018 e, previa iscrizione, sarà aperto a principianti ed avanzati.

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Kōryūkai: Arti Giapponesi a Palazzo Rizzini – edizione 2017

Lo scorso 9 settembre, in occasione dell’edizione 2017 dell’evento “Kōryūkai: Arti Giapponesi a Palazzo Rizzini”, svoltosi a Cazzago S. Martino (QUI il sito web relativo), si è tenuto il Kobudo Embu Taikai, cui hanno partecipato diverse koryu presenti sul territorio italiano, tra cui ovviamente noi della Hyoho Niten Ichi Ryu.
Ringraziamo quindi l’organizzatore Lorenzo Quaresmini per aver reso possibile una così bella manifestazione, e condividiamo il video della nostra esibizione.
Itto Seiho
Shidachi: Alessio Repetto; Uchidachi: Lorenzo Ricci
Sassen, Moji Gamae, Nagashi Uchi.
Nito Seiho
Shidachi: Lorenzo Ricci; Uchidachi: Alessio Repetto
Chudan, Jodan, Gedan, Hidari Waki Gamae, Migi Waki Gamae
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二天一流は、日々鍛錬の流派である

Quest’oggi condividiamo con voi una traduzione di un testo recentemente scritto dal soke Kajiya, riguardo l’introduzione del Gorin no Sho (Libro dei Cinque Anelli), e della relazione tra la Niten Ichi Ryu e la spiritualità più legata alle religioni.

(L’articolo originale si trova a questo link)

Salve, sono Kajiya.
Oggi vorrei spiegare i paragrafi iniziali del “Gorin no Sho”.
Quando Musashi sensei sentì avvicinare la sua morte, decise di iniziare a mettere per iscritto per la prima volta la sua via di Hyoho, cui ha dato il nome di Niten Ichi Ryu.
Nei primi giorni di Ottobre del 1643 (anno 20 dell’era Kan-ei) salì sul Monte Iwato, che si trova ad Higo (il vecchio nome di Kumamoto), nel Kyushu, per adorare “Ten”, “Kannon” e si è posto innanzi al Buddha (“Butsuzen”).
Fece questo con la speranza di riuscire a scrivere tutto quanto. Ciò non ha a che fare con le arti marziali. Proprio come le persone ordinarie come noi, ha solamente pregato affinché le cose andassero bene.
Quando viene tradotto dal giapponese all’inglese, Ten (天) viene spesso reso come “Dei” o “cielo” ma il nostro Ten (天) non sono gli Dei o il cielo. Noi giapponesi non abbiamo Dei equivalenti a quelli occidentali. “Ten” è anche diverso dai Kami.
Ten (天) in questo caso significa “Otentousama”. In altre parole è “il sole”. “Otentousama” è qualcosa come la coscienza degli esseri umani. Nella mia infanzia, quando provavo a fare qualcosa di sbagliato, i miei genitori mi dicevano “Otentousama (il sole) ti sta guardando”. Questo continua a ricordarmi che qualcosa come una grande presenza o la mia coscienza mi guarda in ogni momento anche se non c’è nessuno intorno a me.
Musashi sensei ha detto che non ha mai perso una volta nei più di 60 suoi combattimenti. Guardandosi indietro, dopo aver passato i trent’anni, disse umilmente di aver vinto i combattimenti non perchè i suoi metodi di Hyoho fosse perfetti. Da allora praticò duramente ogni giorno e notte per raggiungere una comprensione più profonda della via di Hyoho. Si ritiene che sia intorno ai 50 anni di età quando, infine, Musashi sensei sentì che tutti i suoi metodi di combattimento rientravano nella via di Hyoho.
Da ciò risulta chiaro che anche un genio come Musashi sensei ha umilmente detto di essersi addestrato molto duramente giorno e notte per più di 20 anni ed infine ha padroneggiato la via di Hyoho. E’ strettamente diverso da affermazioni quali avere pregato gli dei per 100 giorni ed aver ricevuto i segreti in sogno. Lui li ha acquisiti puramente attraverso il duro allenamento. Poiché noi praticanti di koryu non combattiamo mai all’ultimo sangue nei tempi moderni, al contrario dell’epoca di Musashi, cosa potremmo acquisire allenandoci un paio di volte a settimana?
Non preghiamo gli dei per i segreti del combattimento. Dobbiamo solo allenarci ogni giorno con umiltà.
Ora, lasciate che parli di Kannon. E’ diversa dal Buddha nel Buddhismo. Kannon è più semplice e ha un’esistenza molto compassionevole e vicina a noi e alla nostra vita quotidiana. Ci aiuta nella via come fa il Buddha ma è più familiare e radicata nella vita delle persone del passato.
Continuando con quanto scritto da Musashi sensei, egli dice che non usa insegnamenti Buddhisti, sagge parole di Confucio o buoni vecchi documenti militari di strategia. Penso che la parte in cui Musashi sensei menziona nei suoi scritti “esprimere chiaramente l’autenticità e il vero cuore della Niten Ichi Ryu, riflettendo Tendou (Ten, 天) e Kanzeon (“Kannon”) in noi stessi come uno specchio” implichi che ha provato a scrivere il libro affinché le persone comuni lo comprendessero facilmente con la loro coscienza e compassione come Otentousama e Kannon e non dicendo le cose come il Buddha o Confucio che si collocano più in alto delle persone ordinarie.
E poi, Musashi sensei scelse la notte del 10 di ottobre (22 di novembre nel calendario solare), “Torano koku”, subito prima delle 4 di mattina per iniziare a scrivere. Anche questo gesto è come quello di persone normali che sperano nella buona sorte.
Prima è stato menzionato che Musashi sensei è salito sul Monte Iwato nei primi giorni di ottobre e qui dice chiaramente di avere iniziato a scrivere il 10 di ottobre. Perciò, le date in cui ha pregato e del primo giorno di scrittura sono da considerarsi diverse. Inoltre si ritiene che sia una leggenda quella che scrisse il libro in Reigando (non ha mai fatto cenno di averlo fatto nei suoi scritti).

(traduzione in italiano di Alessio Repetto)

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Stage di Hyoho Niten Ichi Ryu – 10/11 Giugno 2017

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Data e ora:

  • sabato 10 Giugno, ore 15:00-19:00;
  • domenica 11 Giugno, ore 8:30-12:30

Luogo:

Inyokai Dojo Foligno; indirizzo: Via G. Di Vittorio 6, 06034 Foligno (PG)

Si richiede una pre-iscrizione.

Compilare i campi sottostanti per effettuare la pre-iscrizione.

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Lezione privata con Enrico Lamberti

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Alessio Repetto (sinistra) e il primo degli allievi del suo nuovo gruppo di studio, il sig. Enrico Lamberti (destra). Fotografia di Alessio Repetto © 2016

Si ringrazia Enrico per il permesso di pubblicare la foto e anche e soprattutto per l’impegno profuso nella pratica della Hyoho Niten Ichi Ryu, e la sig.ra Patrizia, sua moglie, per avere scattato la foto (e per attendere pazientemente, ogni volta, la fine dei nostri allenamenti!).

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Nuova intervista al Soke Kajiya Takanori

Lo scorso 3 luglio, durante la 4° edizione della European Koryu-Bujutsu Convention, tenutasi nel museo Stibbert a Firenze, per la prima volta la Hyoho Niten Ichi Ryu si è esibita in un embu (dimostrazione) in Italia. In previsione di tale occasione abbiamo domandato al soke (caposcuola) Kajiya Takanori di rispondere ad alcune domande, allo scopo di presentare meglio la sua scuola e il suo lavoro come soke al pubblico italiano.

(Traduzione dal giapponese all’inglese ad opera di Kaya Luchesi; traduzione dall’inglese all’italiano di Alessio Repetto).

D: Caro Kajiya Soke, grazie per  avere accettato di rispondere alle nostre domande, siamo sicuri che i lettori, sia artisti marziali che non, le troveranno di grande interesse. Potremmo chiederle quali gradi o titoli si utilizzano nella Hyoho Niten Ichi Ryu?

R:  Nella Hyoho Niten Ichi Ryu il capo della scuola viene chiamato soke.
Ci sono i seguenti gradi per gli studenti: mokuroku (principiante), menkyo (qualificato), menkyo kaiden (maestria completa). Tuttavia, questa maniera di classificare gli studenti è usata in molte altre ryuha (scuole). Aiuta soltanto a definire il livello degli studenti, al giorno d’oggi essi non fanno particolari esami di avanzamento in base ai quali viene deciso il loro livello. Per quanto riguarda alcuni criteri, è mokuroku qualcuno che ha appreso e allenato a sufficienza i così detti kata di itto (una spada lunga), kodachi (spada corta), e nito (due spade). E‘ Menkyo qualcuno che ha coltivato il proprio addestramento fino al punto di poter insegnare i kata di  itto, kodachi e nito. Si può dire che è menkyo kaiden qualcuno che oltre ai kata di itto, kodachi e nito ha padroneggiato anche il bojutsu (tecniche con il bastone lungo) e il jittejutsu (tecniche con il bastone con un uncino). In ogni caso, per avere un grado è richiesto il giudizio e il permesso del soke.

D: La Hyoho Niten Ichi Ryu si basa sullo studio dei kata, che in questa scuola sono chiamati seiho, in cui le azioni compiute sono prestabilite: può spiegarci come, tramite essi, si impara ad affrontare un combattimento reale?

R: Indipendentemente dall’attività che si pratica, vi sono sempre movimenti di base, ciò non si applica solo al budo (arti marziali). Per prima cosa si inizia ripetendo le basi, è necessario imparare i movimenti corretti e il come usare il proprio corpo. Nel kenjutsu esse sono il modo di brandire la spada e il movimento del corpo. Noi che pratichiamo kenjutsu all’inizio non possiamo usare liberamente il nostro corpo. Attraverso la pratica e la ripetizione di kata pre-definiti le cattive abitudini di movimento vengono rimosse e gradualmente si diventa capaci di controllare il proprio corpo liberamente; e oltre ai kata si diventa anche in grado di adattarsi a vari altri movimenti.
Nel combattimento reale vi è un infinito numero di variazioni quindi, anche se si creassero e praticassero molte centinaia di kata, contrariamente a quanto voluto la padronanza dei kata si abbasserebbe e ci si troverebbe nella pericolosa situazione in cui non si sarebbe in grado di usare il proprio corpo.
Rispetto a quando si affronta un vero combattimento, anche se si è praticato un kata identico in precedenza, la pratica di un kata è comunque molto sicura. Perciò, a seconda del proprio livello, l’esecuzione può essere tale che uchidachi colpisce veramente shidachi con la spada, ecc, e diventa necessario portare la pratica ad un altro livello.

D: Ci può dire cosa vuol dire il termine “seiho”, e se c’è qualche differenza tra esso e “kata”?

R: Nella Niten Ichi Ryu i kata sono chiamati seiho. “Sei” sta per vigore, o spirito. Ma cosa significa? E’ l’energia che viene espressa attraverso tutti i movimenti. Quando si esegue un kata occorre percepire qualcosa. Seiho significa che si trasmette la propria intensa forza vitale nel kata. Non lo si esegue solamente seguendo l’ordine delle azioni. Si rendono vivi i kata manifestando la personalità unica del praticante. Ciononostante, per essere in grado di fare ciò sono necessarie molte ore di allenamento.

D: Diverse persone sono interessate anche all’aspetto filosofico delle arti marziali: può dirci se lo studio della Hyoho Niten Ichi Ryu può portare anche ad una crescita spirituale, e se sì può spiegarci come ciò avviene?

R: C’è un punto di differenza nella Niten Ichi Ryu rispetto ad altre arti marziali e questo è il „Gorin no Sho“ o „Libro dei Cinque Anelli“ – un testo scritto da Miyamoto Musashi. Ci sono molte scuole di kenjutsu in Giappone, ma non vi sono molti esepi in cui i fondatori delle scuole abbiano scritto dei testi chiari. Io credo che nel caso della Niten Ichi Ryu leggere il Gorin no Sho, riflettere su di esso e mettere seiho nella propria pratica abbia un effetto sinergico. Si possono sperimentare esperienze veramente dure e crudeli anche nel mondo reale. Può essere che tali esperienze facciano crescere la propria anima molto più che allenarsi in un’arte marziale. Il keiko (pratica) per mezzo dei kata è un’azione semplificata con un risultato di „vittoria o sconfitta“. La parte di Shidachi vince sempre senza eccezioni. Tuttavia, anche se sembra che la parte di shidachi vinca, in effetti ciò non viene chiamato „vincere“, poiché per „vincere correttamente“ la parte di shidachi segue la guida di uchidachi e ripete l’esercizio e migliora la waza (tecnica). Si può dire che rispetto alla „vittoria“ vi è un numero enormemente maggiore di casi di „sconfitta“ nel mondo. Ciononostante, Miyamoto Musashi è rimasto imbattuto in più di 60 combattimenti con spade vere. Penso che studiare la maniera di pensare di Musashi possa aiutarci a crescere.

D: Quali sono, secondo lei, le qualità più importanti per chi si avvicina allo studio di questa scuola?

R: Penso che le persone che sono interessate alle arti marziali, e specialmente quelle che decidono di studiare la Niten Ichi Ryu, hanno letto il Gorin no Sho (Libro dei Cinque Anelli). O magari può darsi che prima di ciò abbiano visto un film, o letto un libro, o erano interessate ai manga (fumetti). Se non avete ancora letto il Gorin no Sho, vi prego di cercare di ottenerlo e di leggerlo.
Nella postfazione del Rotolo dell’Acqua (la seconda delle parti del libro) vi è la seguente frase: “Mille giorni per forgiarsi, diecimila giorni per perfezionarsi”. Significa che la cosa più importante è perseverare. Alle persone che studiano la Niten Ichi Ryu non viene detto di fare nulla, eccetto di continuare ad allenarsi ed acquisire familiarità con lo stato mentale di “non lasciare mai la via di hyoho (strategia)”.

(Per scaricare il file in formato .pdf, fare click qui)

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